michela e chiar...'s profileLa saggezza è una pazzia...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
La saggezza è una pazzia e impedisce di vedere...ogni uomo spera di comandare e vive per questo e uccide anche per meno...Lulù ogni ora persa è una ferita che si apre in volto a noi... Marlene quanto odio ho visto, quante ferite alla mia anima persa... |
|||||
|
Benvenuto nel mio Spaces!
YASSASSiNwrote:
anche io mi sono trovata per caso sul vostro space... mi ha attirato la frase "la saggezza è una pazzia..." e proprio adesso stò ascoltando "sulla terra" dei litfiba!! I MIGLIORI!... CIAO ;D
Aug. 18
Marco Nardecchiawrote:
Cercavo disperatamente uno space come il vostro e bazzicando bazzicando finalmente l'ho trovato:):):)! Complimenti in particolar modo x la vostra musica. Quando volete passate da me per un saluto.
Vostro DEVIL
June 20
Marghewrote:
Salve ragazze!!
Cercavo su Google immagini dei primi Litfiba e mi sono ritrovata su questo space...
Vi lascio il mio commentino perchè mi trovate d'accordo su Arancia Meccanica (mio film preferito), i Cure, Ville Valo e soprattutto Pieeeeeeeero
Detto questo, vi saluto
Marghe
May 5
Filowrote:
Ciao Belle!!
Un bacio!!
Mar. 5
|
|
September 22 Onirica...Sei esattamente come ti ricordavo. Mi sembra di non averti mai lasciato. Piccola sì, ma così grande. Riesci a contenere anche quelli che stanno fuori, ma che ti amano lo stesso, che con il cuore e con la mente non ti hanno mai abbandonato. Quelli che appena hanno saputo che tornavi hanno cominciato a festeggiare, senza sapere come saresti stata. Ma sapevano che non li avresti delusi, perché sei uguale, sempre. Non cambi mai e nessuno vuole che cambi. Se ti sei un po' guardata intorno avrai visto quante persone ti vogliono bene. Tutti dicono che sei “fantastica”, si abbracciano perché sei tornata alla grande, ti osservano con gli occhi lucidi degli innamorati, scrutano ogni tuo particolare, sempre uguale, ma oggi assume ancora più valore. Il tempo è passato ma non sembra passato per te. Noi siamo cresciuti, ma con te il tempo si ferma. Siamo sempre qui, ancora da te. Tu, che sei solo un locale, non una discoteca, non un pub, non un bar... non sei definibile perché sei troppo. E per ognuno rappresenti qualcosa, ma per tutti sei stata, sei e sarai sempre la numero uno. Anche chi non ti aveva mai visto è rimasto entusiasta perché tu sei così, accogli tutti senza distinzione e riesci a trasmettere una carica incredibile anche quando sei vuota. Non si riesce a descriverti con una parola sola, rimarrebbero fuori troppi significati... anzi, forse una c'è: il tuo nome. Onirica... marchiato a fuoco nei cuori di chi ha sentito per troppo tempo la tua mancanza, di chi ti ama davvero, incondizionatamente. Finalmente, la data tanto attesa è arrivata, il 19 settembre 2008 il sogno è diventato realtà. Un grazie a quattro coraggiosi “moschettieri” che hanno creduto in te. Noi siamo con voi. Uno per tutti, tutti per uno! September 01 Una serata Extreme!Si parte tardi, ma che importa! Abbiamo la notte davanti a noi... una notte di cui andiamo tutte e quattro orgogliosissime, che sappiamo già che ci divertiremo... Uscire di casa “conciate così”, di nero, con le calze a rete e i guantini. Che a Parma sei completamente “out” perchè non sei firmato e non vai al “Dada”. I fighetti con il colletto della camicia tirato su e le fighette con dei tacchi che manco camminano (eh ma sono molto “in”), che ti guardano come se fossi un'appestata. Anche a noi non piacete, ma il mondo è bello perchè è vario, no??? E poi arrivare a casa della Dilly, fare le foto, sperare di non incontrare nessuno nel tragitto che ci porta alla macchina. “Perchè a Parma non c'è la libertà di espressione”. Vedersi vestite uguali senza essersi messe d'accordo. Glo, ci conosciamo da troppo tempo! Entrare nel reggiano con la musica degli Opeth. E a Cella si respira già un'aria diversa. Vedere un sacco di gente conosciuta in un locale buio e inquietante, ma troppo bello. Bere il sangue di Giuda al Vampiria e il cocktail “Casta” all'Extreme, ballare il metal ed essere le uniche quattro donne in mezzo a tanti uomini capelloni, tutti veramente belli! Indovinare quello più bello. “Lo smanicato”. E poi ballare la new wave, l'ebm, che anche se non conosci le canzoni, sono bellissime. Tutti di nero. Tutti borchiati. Tutti truccati. Rivedere il dj del Transilvania e sapere che sarà all'Onirica. E infine guardare l'orologio e pensare che il tempo è volato, che forse è meglio tornare a casa... Avere mal di gambe, mal di collo e il trucco consumato, ma pensare che è stata una grande serata. Che rifaremo. August 08 grazie San Benedetto del Tronto... e grazie a VOI...Prendete una psicologa che si commuove per qualsiasi cosa, un ingegnere che studia tanto ma che fa ridere appena apre bocca, uno studente di economia che “quando va a sbt disimpara il romano”, un biondo ingegnere che è una sagoma, due giornaliste che hanno problemi di comprensione, un geologo che mangia come un porco, una professoressa di chimica che sembra una studentessa, un soldato con un cuore grande, un rosso veneziano che non dorme mai, una studentessa di chimica molto vintage, uno studente di ingegneria che è sempre sveglio, una bionda economista della Cattolica e una studentessa di Treviso che dice di essere veneziana. Ne ricaverete un gruppo meraviglioso, di persone che è impossibile non amare. Siamo cresciuti insieme, ogni anno si aggiunge qualcuno ed entra nel gruppo come se ci fosse da sempre. Siamo sparsi per l’Italia, da Venezia a Colleferro, da Treviso a Parma, da San Benedetto del Tronto a Padova. Da Assisi a Lodi. Siete speciali e anche quest’anno lo avete dimostrato. Lo vediamo da come ci salutiamo appena ci rivediamo. Un abbraccio, uno sguardo, un sorriso. È come se non fosse mai passato un anno intero senza vedersi. Viviamo ogni cosa come se fosse straordinaria, e lo è perché lo facciamo con VOI. L’arrivo in spiaggia la mattina, facendo a gara a chi più addormentato. Decidere di fare una passeggiata, ma c’è chi preferisce sonnecchiare all’ombra o prendere la tintarella. Andare tutti insieme a fare il bagno, che dura due ore giocando a pallavolo. E noi femmine che se non ci arriva la palla giusta, mica ci buttiamo. Uscire dall’acqua e insabbiarsi. Voi ragazzi che siete più forti ci buttate per terra e tocca rituffarsi in mare per togliere tutta la sabbia dal costume. Andare a fare la doccia ghiacciata di Zappa’ Beach. Ma quella del Doria è meno fredda. Tornare in camera e accorgersi, sciacquando il costume, che c’è ancora la sabbia. E sorridere ripensando a come te la sei procurata. Il pomeriggio, dopo pranzo, appuntamento fisso per il caffè. Chiacchierare sui divani, pensare a cosa fare la sera. Poi ancora spiaggia, la sabbia in mezzo alle dita dei piedi è una sensazione che viverla solo una volta all’anno è troppo poco. La sera ci si aspetta alle panchine. Aspettare gli uomini (ma ne è sempre valsa la pena). Un altro caffè e si decide cosa fare. Birlandia, il viaggio in autobus dopo il Cosimino, la Notte bianca, il mercatino di Porto d’Ascoli, le magliette della Carlsberg che ci rendevano tutti così uguali. Grottammare, la crema da spalmare sulla schiena, le albe sdraiati in spiaggia e colazione alle 7.30 coi camerieri che stanno peggio di noi, il gelato buonissimo coi frutti di bosco, il campo di prima accoglienza (ovvero il nostro ombrellone!!) le battute cattive, le risate per come si parla, ricordare i vecchi tempi, la Cosa nera all’Edelweiss. I camerieri dell’Edelweiss che vorrebbero darci la cittadinanza onoraria a San Benedetto. L’Acqua Park e la cena, tutti insieme con mega tavolata in hotel. La piadina alle due di notte. Le crostate alla nutella alle 5 aspettando l’alba in riva al mare. Il bagno alle tre di notte. Dei regali inaspettati. La promessa in riva al mare. Gli abbracci. Tanti ma mai troppi. I sorrisi, le risate e le facce stupide nelle foto. Farne quasi mille perché dobbiamo immortalare tutto, anche se i ricordi rimarranno nel cuore, indelebili. Le lacrime quando si avvicinano i primi addii, che poi addii non li sono. Le telefonate la sera a chi è rimasto. E poi arrivano le ultime partenze, le più sofferte. Un distacco a cui mai ci abitueremo. Gli ultimi abbracci. Vedervi partire ancora una volta. La consapevolezza che il nostro legame rimarrà solido nonostante i chilometri che ci separano. Si piange con gli occhi e col cuore perché non è davvero giusto vivere così lontani e passare insieme solo dieci giorni all’anno. È stata una vacanza bellissima, perché chi c’era ha reso spettacolare ogni momento, e le oltre mille foto scattate non bastano a raccontare quanto VOI siete speciali e quanto ci siamo divertiti, tutti insieme in un posto che ci unisce da anni. July 05 Lacrime e brividi a San Siro...grazie Liga!È difficile mettere nero su bianco le emozioni, gli attimi, i secoli, le lacrime e i brividi. Perché se non le vedi, se non le respiri, certe cose non si possono spiegare. Quanti eravamo? 65000? Ecco, immaginate 65000 persone che battono le mani, saltano, urlano e cantano a memoria ogni singola parola di ogni singola canzone (va beh, non proprio 65000, facciamo 64.999!!). E tu. Lì, che diventi ancora più grande nei megaschermi, che ti viene un tuffo al cuore perché siamo tutti lì per te. “Fate sempre la vostra porca figura”. Tu che ti prendi il nostro tempo, il nostro spazio, il nostro meglio. Tu che sali sul palco. Fai subito “Certe notti”. Il pubblico ti travolge. 65000 voci coprono la tua. Qualcuno piange. Poi arriva “Quella che non sei”. Quella che non sei non sei, ma io sono qua e se ti basterà, quella che non sei non sarai. Bella. Noi siamo qua e San Siro esplode come nei migliori derby. I tuoi occhi non riescono a vederci tutti. Noi ti vediamo. Tutti. Solo per te e per le tue canzoni. Stasera sei il nostro “Centro del mondo”, chissà se ti arriva il nostro pensiero. Se ne ridi o se ti fa piacere. Salviamoci la pelle, Vivo Morto o X, Con queste facce qui, I ragazzi sono in giro, nonostante il caldo e l'afa abbiamo i brividi, perché ci riconosciamo in tutte le canzoni. Uno sguardo complice. A destra con la Sia, a sinistra con la Madda. Davanti invece ci sei tu e intorno decine di migliaia di persone che ti amano. Aspetti dei mesi per uno spettacolo che dura sempre troppo poco. Il tempo vola via e in pochi minuti siamo già fuori dallo stadio. Assetatissime, ma felici perché una serata così non si dimentica. Perché ogni concerto è “il più bello”. Ma questo lo era davvero perché la magia di San Siro è unica e più di 100000 mani alzate non si possono descrivere. E al ritorno, in macchina avere ancora la forza (e guarda che ne serve), per ascoltarti a tutto volume e cantarti a squarciagola. Di nuovo, ma stavolta senza saltare, perché “Ascoltiamo le più melodiche, sennò ci svegliamo troppo”. Ma ci aveva già svegliato il concerto. E il cioccolato. June 10 Firenze sogna....Siamo venute a trovarti. Due giorni. Di solito veniamo in giornata, per vedere una persona. Un uomo che ci riempie la vita con le sue canzoni. Ma questa volta siamo venute per te. Le compagne di viaggio: uniche con la loro voglia di divertirsi, anche se chi è rimasto a casa è mancato. Ma tu sei bellissima, baciata dal sole o innaffiata dalla pioggia. E il duomo. Sfiorarlo con lo sguardo e poi trovarselo davanti. Immenso. Bellissimo. Impossibile non emozionarsi ogni volta. Non capire perché in quella piazza ci sta in mezzo il Battistero e dispiacersi di non riuscire, per questo, a immortalare la cattedrale nella sua interezza. Un privilegio concesso solo a chi la vede dal vivo. Piazzale Michelangelo, da cui possiamo guardarti dall’alto. Uno spettacolo che lascia senza fiato, soprattutto di notte. Sei stupenda anche nei tuoi colli, pieni di fiori, sentieri e paesaggi mozzafiato, accarezzati da sguardi di piccoli uomini che scompaiono davanti a tanta bellezza. Neanche la macchina fotografica riesce a trasmettere quello che vede l’occhio nudo. E via Dei Bardi. Cercarla. Essere a un passo da lei e non saperlo. Trovarla il giorno dopo e vedere che in più di vent’anni sono cambiate tante cose. Ma alcune scritte rimangono. Avere il treno alle 18.19 ed essere alle 18.18 ferme a un semaforo rosso. Correre e riuscire a fermare il capostazione. Preso. Guardare allontanarti dal finestrino. Torneremo. Chissà quando ma torneremo. A presto, bellissima e unica Firenze. |
|||
|
|